Alfano attacca la sinistra e cita 'Bocca di rosa'
3 aprile 2012 - Non s'è proprio messa a cantarla, ma per attaccare la sinistra ieri sera il segretario del Pdl Angelino Alfano ha citato nientemeno che l'inno all'amor profano, 'Bocca di rosa' di Fabrizio De Andrè. Nella parte in cui dice: "Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, (...) dà buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio".
Poi il segretario pidiellino ha spiegato: "Ho voluto riferirmi alla sinistra calabrese che attacca sempre il Governatore Scopelliti dimenticando di avere governato la Calabria".
Fornero: "La crisi si supera con valori positivi"
La crisi del Paese può essere superata solo se ogni territorio esprime valori positivi e voglia di ricostruzione". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervenendo a Ceres, in Val di Lanzo, alla cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Brigata Alpina Taurinese.
BAGNASCO - "Le problematiche del mondo del lavoro sono affrontate con molta competenza dentro ad una visione di insieme": lo ha detto oggi a Genova il cardinale Angelo Bagnasco, a margine di un incontro diocesano alla Fiera del Mare. Interpellato sullo sciopero proclamato per domani dai lavoratori del porto di Genova, Bagnasco ha aggiunto: "Il mondo del lavoro sa che la Chiesa segue queste vicende, che toccano la vita dei lavoratori e quella delle loro famiglie. Sa di questa vicinanza e so che la apprezza". E prosegue: "Di questo apprezzamento siamo grati. Ci incoraggia ad essere ulteriormente vicini a queste problematiche che devono essere e sono affrontate con molta serietà e competenza, dentro ad una visione di insieme da cui non è possibile prescindere. Abbiamo fiducia".
Giallo sulla fine di Bergamini "Il calciatore fu evirato"
UN PESTAGGIO per lavare nel sangue l’onta del disonore. È l’ipotesi suggestiva, cui mancano riscontri giudiziari, avanzata da più parti nel tentativo di inquadrare un eventuale movente dell’omicidio di Denis Bergamini, il calciatore di Boccaleone, nel Ferrarese, morto 23 anni fa, il 18 novembre del 1989. Ma appare più una tesi antropologica che giudiziaria che riporta a una vecchia pratica in uso fino alla fine degli anni cinquanta in tutto il sud Italia, Calabria compresa.
Il delitto d’onore, appunto. L’onore di una giovane donna infangato dal bel calciatore di successo che veniva dal nord, riscattato con un pestaggio così violento da procurare a Bergamini il parziale distaccamento del pene
Mou: "Stanchi dopo il Clasico
Il Bayern aveva più gambe"
"Real e Bayern hanno giocato alla pari. Nessuna ha fatto meglio. Loro hanno tirato meglio i rigori, ma non sono stati più forti. Forse a livello fisico, di intensità. Ma noi ci stiamo giocando il campionato, loro erano già fuori da tempo dai giochi nel loro campionato. Stanchi dopo il Clasico? Speravo ci aiutasse l'entusiasmo, per ovviare alla stanchezza delle gambe. Ma il calcio è così. Comunque usciamo a testa alta. Se vinciamo la Liga avrà per me un significato speciale. Per vincere una terza Champions avrò tempo, vincere un campionato in Spagna contro quella che voi definite la migliore squadra dell'universo significherebbe tanto".
Conte e il banchetto tricolore
"Ora vogliamo mangiare noi"
Il discorso ruota sempre intorno allo stesso concetto: la fame. La Juve ne ha tanta e vince soprattutto grazie a quella: "Il fatto è che per anni ci siamo seduti ai banchetti degli altri. Stavolta ci siamo ritrovati davanti a una tavola imbandita e vogliamo mangiare anche noi". Eccola la risposta di Antonio Conte ad Allegri. Che da San Siro aveva gufato: "Qualcosa succede, magari già a Novara". Ma il tecnico bianconero rispedisce le provocazioni al mittente: "Certo che qualcosa succede: mancano quattro partte e speriamo che accadano cose positive per noi".
Troppi lanci, poco show
Poi la grinta di Boateng
La penuria di spettacolo è presto spiegata: il Milan ha effettuato 55 lanci lunghi. Come si fa a vedere belle azioni, manovre ariose, sovrapposizioni perfettamente sincronizzate se il pallone viene puntualmente buttato dai difensori agli attaccanti senza passare dal via, cioè dai centrocampisti che avrebbero il compito di creare? D’accordo che là davanti i rossoneri hanno uno come Ibrahimovic, d’accordo che le energie fisiche, in questo momento della stagione, scarseggiano, ma qualche trama in più sarebbe lecito aspettarsela
Viaggio sugli smottamenti. Un quarto della nostra montagna sta franando
Se state camminando sull’Appennino reggiano fermatevi e sappiate che avete una possibilità su quattro (il 25%) di trovarvi sopra una frana. Una percentuale fa venire la pelle d’oca, ma purtroppo la nostra montagna è una delle zone più coinvolte del mondo da questo tipo di dissesti e lo si intuisce chiaramente osservando la carta della pericolosità regionale. Ad oggi le frane in Emilia-Romagna sono circa 70mila (7mila nella nostra provincia) e coprono il 20% del territorio montano. In provincia di Reggio la percentuale sale fino al già citato 25% e ci sono intere frazioni costruite sui dorsi delle colate. Parliamo, solo per fare alcuni esempi, di Cervarezza, Casale e Talada nel comune di Busana, Morsiano (Villa Minozzo), Cavola (Toano), Bondolo (Castelnovo Monti), Montacagno (Ligonchio), Gazzolo (Ramiseto), Cà Lita, Corciolano, Casino, Fontanelle, Lugara, Marzano e Teneggia (Baiso), Valestra (Carpineti).
Crac Cmr, i risparmiatori: Legacoop deve rispettare gli impegni presi
Fidarsi o non fidarsi di Legacoop? E’ la domanda che aleggia a Reggiolo e dintorni, dove duemila famiglie hanno cinquanta milioni di risparmi incagliati nel concordato preventivo della Cmr Reggiolo, portata al dissesto non solo dalla crisi ma anche dalla gestione del presidente Alberto Rebuzzi. E’ la domanda che sotto varie forme è rimbombata nei giorni scorsi nel salone del Centro sociale Nino Za, dove quasi cinquecento persone, mogli e mariti, nonne e nipoti, genitori e figli, hanno partecipato all’assemblea autoconvocata dei prestatori della Cmr.
Enrico Sacchi, l’organizzatore, è riuscito a tenere una piazza che ribolle da settimane («Questa non è un’assemblea contro il movimento cooperativo») e che dalla drammatica serata del 12 marzo, quella della verità sul dissesto, è rimasta senza notizie certe. Ma la tensione era palpabile e la gente non è stata zitta.
Lite per una piscina, Ligabue accusato da un ex vicino compare in tribunale
nche le rockstar possono finire in lite con i vicini, e Luciano Ligabue, in lite con un confinante per una storia di piscina, e neppure hollywoodiana, per questo è finito in tribunale. Ieri, poco prima della 15.30, ha suonato al campanello del cancelletto d’entrata. Il palazzo di giustizia era chiuso, dentro non c’erano folle da concerto e riflettori ad attenderlo, e il Liga, discretamente, è salito al secondo piano, dove la causa è in discussione davanti al giudice Ramponi. Un’atmosfera da tribunale chiuso, con qualche giudice in giro, tra essi il presidente Francesco Caruso, impiegati incuriositi, ma nessuno a chiedere l’autografo. Intanto la notizia del Liga in tribunale, come se l’avesse data in diretta Radiofreccia, aveva rapidamente affollato il secondo piano di fotografi e giornalisti.
Nell’ufficio del giudice il cantante è rimasto poco più di mezz’ora mentre fuori ci si interrogava sui motivi del contendere. Si sapeva, molto genericamente, soltanto di una vicenda che ruotava attorno ad una piscina in quel di San Biagio, tra Correggio e San Martino. Quando il Liga è uscito, non ha dato un grande contributo per spiegare la vicenda: aveva chiaramente fretta, e si è limitato a dire che la causa riguardava una piscina costruita in un condominio, quello dove, in via Botte 5, ha abitato fino al famoso furto di strumenti fatto la sera del primo concerto al Festareggio, il primo “Campovolo” del 2005.
Fisco, un modello Unico di 110 pagine
e 82 scadenze da pagare entro maggio
Un vademecum di 110 pagine fitte fitte, una lista di 82 scadenze fiscali da pagare entro maggio e voci improbabili alle quali rapportarsi. E' questo lo scenario che ha di fronte a sé il contribuente italiano. Con il decreto sulla semplificazione (divenuto ormai legge) dovrà districarsi tra un modello Unico scritto in aramaico e una pressione fiscale pari al 45% del suo stipendio. In altri termini, un calvario.
E pensare che ormai la parola tasse è 'bandita' persino dalla Bce o dalla Corte dei Conti. Soltanto poche ore fa Mario Draghi, il presidente della Banca Centrale Europea, ha chiaramente detto che "il consolidamento dei bilanci basato sull'aumento della tasse è recessivo". In linea, insomma, con il monito di qualche giorno fa della Corte dei Conti che ha definito la pressione fiscale dell'Italia "già fuori linea dal confronto europeo".
Invece, di tutta riposta, il governo nel suo decreto semplificazione ha pensato bene di complicare la vita del contribuente onesto. Oltre ad un'accurata definizione di bosco e arboricoltura da legno, sbucano sigle mai sentite prima, tipo l'Ivie (imposta sul valore degli immobili esteri).Peccato però che quando si tratta di conteggiarlo, il valore, si va in tilt.
Un esempio su tutti? Il caso dell'Imu: si paga una tassa senza conoscere quali saranno le aliquote reali che verranno applicate. Non male considerando che dalla tassa sulla casa non si salva quasi nessuno. Ma una cosa è certa: qualunque sia l'importo, o la sigla o l'anagramma da risolvere, a fine maggio ci sono quelle 82 crocette da compilare. Pena la cartelletta di Equitalia pronta a riscuotere, con interessi.
Inchiesta Finmeccanica, interrogato Lavitola
Spunta un giro di Maserati per Orsi
Un interrogatorio fiume: Valter Lavitola, nel carcere di Poggioreale dove è rinchiuso dal giorno del suo rientro in Italia, ha risposto per ore alle domande dei pm. Aggiungendo un nuovo tassello al mosaico dell'inchiesta sulle presunte tangenti Finmeccanica. E sul versante dell'inchiesta che vede al centro il presidente e ad del gruppo, Giuseppe Orsi, spunta un giro di sei Maserati.
Tre delle sei Maserati, secondo quanto riporta la Repubblica, sarebbero state intestate a persone ritenute vicine a Orsi, due inviate negli Stati Uniti e una a Londra. Gli inquirenti si domandano se siano state comprate con gli stessi fondi neri utilizzato per pagare i politici, e se siano state regalate a intermediari che seguivano le commesse estere del gruppo. Quindi, la domanda dei pm è se oltre al denaro versato in tangenti per ottenere appalti, Orsi ne abbia ottenuto anche per sé e per i suoi dirigenti.
Domande alle quali non si sa se Lavitola abbia saputo rispondere, perché al termine dell'interrogatorio da parte dei pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock non sono trapelate indiscrezioni sul colloquio.